Sotto il Campanile 31 maggio Santissima Trinità

Pubblicato giorno 30 maggio 2026 - Avvisi, In home page, in primo piano, NOTIZIARIO, Ricorrenza

 

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Dopo il dono dello Spirito Santo ricevuto a Pentecoste, la liturgia ci invita a contemplare il mistero della Santissima Trinità. Celebrare la Trinità significa provare a entrare nel mistero di Dio che ci supera perché ci trascende, va oltre la nostra capacità umana di comprenderlo fino in fondo. Dio si manifesta come Padre, creatore del cielo e della Terra, come Figlio che si è incarnato rivestendosi di natura mortale oltre che divina; e Dio è Spirito Santo, dono che viene dalla Pasqua, presenza continua per noi, per non lasciarci nella solitudine. Nel testo del libro dell’Esodo che ascoltiamo nella prima lettura, Dio si identifica davanti a Mosè con “Io Sono” ovvero io sono colui che sono il Dio altissimo. La rivelazione del nome ineffabile: «Io sono colui che sono» contiene dunque la verità che Dio solo È. La Tradizione della Chiesa sulla scia dell’esegesi dell’Antico testamento, ha inteso il nome divino: Dio è la pienezza dell’Essere e di ogni perfezione, senza origine e senza fine. Mentre tutte le creature hanno ricevuto da lui tutto ciò che sono e che hanno, Egli solo è il suo stesso essere ed è da sé stesso tutto ciò che è.

Io Sono colui che sono (in ebraico אֶהְיֶה אֲשֶׁר אֶהְיֶה‎.ʾehyeh ʾašer ʾehyeh) è la traduzione italiana comune, della risposta che Dio diede a Mosè riguardo al nome da presentare agli Israeliti. Questo nome è una perifrasi del famoso Tetragramma biblico, ma anche il nome ufficiale e per eccellenza di Dio, per gli Ebrei e i Cristiani (essendo il “Padre“ della Santissima Trinità). Il nome “Io Sono” verrà confermato da Gesù quando si identificherà ai Giudei, dicendo “prima che Abramo fosse Io Sono” dichiarando così, di essere un’unica cosa con il Padre. Gesù nell’incarnazione si fa accessibile agli uomini mostrandosi come vero uomo e vero Dio e rivelandoci il vero volto del Padre “Chi ha visto me, ha visto il Padre” e “Dio nessuno lo ha mai visto: proprio il figlio unigenito che è nel seno del Padre, lui ce lo ha rivelato”. Abitiamo il mistero della Santissima Trinità senza avere la pretesa di comprendere tutto, ma affidiamoci in un atto di Fede a contemplare la grandezza di Dio che si relaziona con se stesso e nello stesso tempo cerca la relazione con ogni uomo.

 

Don Fulvio