Santa Gianna Beretta Molla

 

Luogo: via San Cristoforo, angolo via Buozzi, Trezzano sul Naviglio (MI)
Anno: 2010-14
Inaugurazione: 28 settembre 2014
Committente: Arcidiocesi di Milano, card. Dionigi Tettamanzi
Autore: Studio Quattroassociati – Corrado Annoni, Stefano Parodi, Michele Reginaldi (1958), Daniela Saviola
Collaboratori: Bruno Salesi, Giampiero Ajani, Cinzia Ferrara, Enrico Moretti

Impianto urbanistico e contesto di riferimento:

Il progetto dello studio milanese è risultato vincitore del concorso indetto dalla Diocesi di Milano nel 2006 per dotare la parrocchia di Sant’Ambrogio di Trezzano sul Naviglio di nuovi spazi e di nuove funzioni.
Il complesso, realizzato solo a partire dal 2010 per ragioni economiche, è formato da un variegato programma liturgico e pastorale: la chiesa, gli uffici parrocchiali, il centro Caritas, una comunità di suore e una comunità famiglia. L’intero centro parrocchiale è racchiuso da un recinto di muri che delimitano alcuni spazi separandoli ma non escludendoli dal contesto urbano. In un gioco di pieni e vuoti sono presenti due importanti patii con diverse caratteristiche: il primo, di natura sociale, è il cortile interno del centro Caritas, rivolto a sud e dotato di ingresso autonomo; il secondo, di natura sociale e religiosa, funge da sagrato d’accesso a tutti i servizi e alla chiesa stessa. Il lungo sviluppo di tale spazio, i suoi ingressi speculari a Nord e a Sud e il suo isolamento lo rendono un luogo adatto all’incontro tra le persone. Tale piazza interna si contrappone ad una piazza esterna alberata, concepita per poter distanziare il complesso dalla trafficata via Vigevanese.
Facciata principale:

L’elemento che caratterizza l’edificio è la croce greca: essa rappresenta l’idea di partenza del progetto e la sua presenza in pianta e in copertura ne è una prova. Tuttavia la chiesa raggiunge la sua vera singolarità quando si sviluppa in altezza, poiché a seconda dell’andamento dei bracci nascono diverse facciate. Sul lato ad Est, rivolto a Milano, la croce si innalza perpendicolare al terreno e accoglie l’ingresso principale; sul lato a Ovest, rivolto ad Abbiategrasso, il braccio assume un andamento curvilineo che risale fino alla sommità per poi rovesciarsi all’interno della chiesa. L’effetto è una croce dentro un’altra croce più grande: le diverse altezze vengono raccordate da muri interni e l’esito è un cannocchiale sospeso, cruciforme, che illumina lo spazio liturgico in modo diretto e scenografico. E se da una parte predomina il bianco dei volumi e il chiarore del cemento e della pietra di rivestimento, dall’altra il bronzo dorato del portale d’accesso si staglia autonomamente nell’intero complesso, anche se il contrasto risulta smorzato per via della posizione dell’ingresso inserito in uno spazio scavato nel braccio. Qui dentro sono presenti anche cinque campane e la croce dorata.
Organizzazione interna:

Dal sagrato l’ingresso immette in un ambiente unico, illuminato sia dall’apertura a forma di croce sul soffitto sia da un’ampia finestra sul lato a Nord; al di sotto di essa è presente un corridoio perimetrale in ombra che mette in comunicazione la cappella riservata al fonte battesimale con la zona dedicata all’altare.
Il lato a Sud invece comunica con gli spazi parrocchiali, dai quali è diviso tramite la presenza di un’aula che funge da cappella feriale con un altare minore e un tabernacolo. Tuttavia questa non si estende per tutto il muro interno, in modo da mantenere un contatto visivo tra i fedeli e gli altri servizi: un sapiente gioco di volumi e di superfici piene e vetrate consente alle persone di intravedere gli ambienti di fianco alla chiesa. Il risultato è uno spazio percepito come arioso ed esteso, che, unito alla buona luminosità generale, dona alla comunità un sensazione di serenità che rende più gioioso e partecipato l’incontro con Dio. Non meno importante è la prevalenza di toni chiari che contrastano armoniosamente con il dorato. La ripetizione del trattamento esterno si ripete all’interno con esiti più efficaci, dovuti ad un maggior controllo della luce: l’oro viene usato negli elementi incastonati nella tenda absidale, nel leggio posto i fianco all’altare, nei serramenti, nelle bucature e nel tabernacolo della cappella laterale.
Infine i pavimenti di tutte le parti comuni e dell’aula liturgica sono in pietra chiara; in acciaio colorato a spruzzo sono invece i serramenti degli uffici e degli alloggi, così come la copertura a croce dell’aula ed in generale i lucernari.
Caratteristiche strutturali:

L’intero complesso è realizzato esternamente con una muratura in cemento bianco faccia a vista, mentre all’interno viene coibentato, rivestito in cartongesso e finito con intonaco chiaro. Il tetto piano vetrato è stato chiuso con un reticolo cruciforme di travi in acciaio; esse assorbono le spinte dovute alle forme strutturali in cemento e sostengono il cannocchiale sospeso, realizzato anch’esso da un telaio in acciaio e rivestito in cartongesso. Le parti dell’edificio a quota superiore di 2,40 metri è stata inserita un’intercapedine d’aria per ventilare le superfici esposte.
Aspetti liturgico-pastorali:

Il muro posto dietro l’altare rimane sospeso e lascia passare luce da sotto donando l’effetto di un mantello che si solleva per rivelare il mistero di Dio. Analogamente può essere interpretato come una volta celeste che, attraverso le pietre dorate incastonate, ripropone parte della costellazione presente in cielo il giorno in cui la Santa è nata.
In ogni caso tale spazio diviene il fulcro prospettico della liturgia: esso si propone come ambiente principale senza chiudere lo spazio sacro ma lasciando intendere che esso continui al di là della parete. Infine il battistero viene collocato all’inizio della navata, come partenza per un percorso di purificazione verso Dio.
Opere d’arte:

Gli arredi sacri sono concepiti insieme al volume architettonico di cui riprendono la semplicità formale e la simbologia evocativa. L’altare è concepito come un tavolo appoggiato ad un masso squadrato a cui si aggiungono un pulpito racchiuso da tre pannelli e una croce che da terra arriva a toccare la tenda absidale. La Via Crucis lungo il lato Nord e il grande segno grafico con spesse linee nere che corre per l’intera superficie interna sono opera di Giovanni Frangi, artista che collabora con lo studio fin dalla progettazione dell’edificio in fase di concorso.
Breve vita Autore:

Lo studio di architettura e urbanistica Quattroassociati viene costituito a Milano nel 1990 da Corrado Annoni, Stefano Parodi, Michele Reginaldi e Daniela Saviola. Fin dall’inizio della sua attività ha ottenuto riconoscimenti in concorsi nazionali e internazionali di progettazione. Lo studio possiede una solida esperienza nella progettazione architettonica, con particolare attenzione alle tematiche energetiche e ambientali e alla ricerca tecnologica. La sua attività è rivolta ai progetti di riqualificazione ambientale e urbana, con particolare interesse per i temi legati alla sostenibilità in architettura.
Altri progetti sacri:

Lo studio ha potuto confrontarsi con il tema dell’architettura sacra anche con il concorso di idee per il restauro del centro Pastorale Paolo VI a Milano (2010). Uno dei soci dello studio lavora come socio anche nello studio di Vittorio Gregotti, nel quale ha progettato la chiesa della Beata Vergine Immacolata (1994-2003) a Seveso, presente nell’itinerario.

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