Sotto il Campanile 6 Settembre 2026

Pubblicato giorno 5 settembre 2026 - Avvisi, In home page, NOTIZIARIO, Senza categoria

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6 Settembre 2026                                         

II Domenica dopo il martirio di San Giovanni il Precursore

In questa domenica la prima lettura tratta dal terzo Isaia, fa riferimento a una stagione del popolo di Israele nella quale Dio intendeva avviare qualcosa di nuovo. Ha inizio una novità in opposizione a un passato di violenza, un periodo in cui fare esperienza dell’amore misericordioso di Dio. E quali sono i segni di questo cambiamento? Mentre la vita passata era stata guidata dalla violenza, le novità che vengono introdotte sono la pace e la giustizia. Pensiamo a un governo del mondo dove protagonisti non siano le facce dell’uno e dell’altro potente, ma a guidare sia l’orizzonte della giustizia e della pace. E la luce della città non verrà più tanto dall’esterno: “il sole non sarà più la tua luce di giorno né ti illuminerà lo splendore della luna, ma il Signore sarà per te luce eterna, il tuo Dio sarà il tuo splendore”. Quasi a dirci che il vero cambiamento della vita ecclesiale e della vita sociale viene da una luminosità interna, dal nostro sostare in verità alla luce di Dio nella nostra coscienza. Anche questa un’urgenza che attraversa i nostri giorni, chiede un bisogno di donne e uomini onesti, limpidi e incorruttibili. Chiede a ciascuno di noi un sussulto di coscienza, un ritorno da parte di tutti a onorare l’onestà, la limpidezza. Il Vangelo mostra invece una relazione intima tra Gesù e il Padre, di un parlarsi, di un nutrirsi l’uno per l’altro “Come il Padre risuscita i morti e dà la vita così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole”. “A chi egli vuole”, cioè a tutti e non solo a quelli che decidiamo noi. E il passaggio dalla morte alla vita (ce lo ricorda l’evangelista Giovanni) ha un anticipo quaggiù: “chi ascolta la mia Parola e crede in colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, è passato dalla morte alla vita”. Sembra dire che la risurrezione è già avvenuta per chi ascolta la Parola di Gesù. Camminiamo nella luce per essere donne e uomini di luce capaci di generare vita in un mondo che deve ritrovare la pace e la giustizia.

Oggi è esattamente passato un anno dalla mia nomina a parroco di Trezzano da parte dell’arcivescovo Mario. C’è in me un senso di gratitudine nei confronti del Signore che mi ha chiamato ad essere “trasparenza della sua Paternità” in mezzo a voi. Solo un anno, ma quanto basta per sentirsi immerso e trasportato da questa umanità così ricca e desiderosa di lasciarsi plasmare e illuminare dalla Parola di Salvezza.

Don Fulvio