Sotto il Campanile 11 Ottobre

Pubblicato giorno 11 ottobre 2026 - Avvisi, In home page, in primo piano, NOTIZIARIO

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11 Ottobre 2026

VII domenica dopo il  martirio di San Giovanni

   

Ascoltando la parabola del seminatore in questa VII domenica dopo il martirio di San Giovanni ci domandiamo: “Chissà quante volte Gesù, si sarà fermato ad osservare il gesto largo del contadino che gettava il seme e lo affidava alla terra?” Ed è proprio questo gesto “largo” che ci colpisce, gesto apparentemente poco oculato, di uno che getta il seme senza curarsi di dove finisca, cedendo, diremmo alla logica dello spreco. Ma Gesù, il seminatore, non guarda ai risultati immediati di chi è già terreno buono capace di portare frutto. Gesù in questo gesto spera che anche i cuori fatti di strade impermeabili, di sassi o di rovi un giorno diventeranno terreno buono. Noi invece troppo spesso guardiamo ai risultati immediati, e se non ci sono chiudiamo. Concludiamo, dicendo che sono parole sprecate, energie buttate al vento. Invece il seminatore non guarda alla qualità del terreno-cuore, semina sulla strada, sul terreno sassoso, sui rovi e attende sperando in un cambiamento in una purificazione dei cuori perché possiamo tutti imparare a metterci in ascolto della Parola e portare frutto. E i discepoli chiedono a Gesù: “Perché parli in parabole?” Gesù ci consegna una risposta enigmatica: “perché a voi è dato di conoscere i misteri del regno, ma a loro non è dato”. E aggiunge: “Infatti a colui che ha verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a colui che non ha sarà tolto anche quello che ha”. In realtà a quel punto della missione pubblica, Gesù registrava storie di commovente apertura, ma anche storie di ostile e preconcetta chiusura. Ed era come se dicesse: “Chi ha spazio farà spazio e avrà sempre più in abbondanza, ma chi non ha spazio dentro di sé, perché imprigionato da un terreno strada impermeabile, sassoso o dai rovi, impoverirà sempre di più.  Se il terreno-cuore è ingombro, in preda alla superficialità dello spirito, all’ambizione della carriera, all’inganno della ricchezza, la Parola non troverà spazio o se lo troverà, subito morirà. E’ un richiamo alla vita, a fare spazio alla Parola, a metterci in ascolto per portare frutto. E tornando al gesto del seminatore che getta il seme in abbondanza senza curarsi dove cade, è un invito per noi a non stancarci di annunciare la Parola anche quando ci sembra che non penetri nella vita di alcuni fratelli. Gesù anche oggi ci sta dicendo che l’importante è seminare, qualcun altro raccoglierà i frutti. Penso in modo particolare ai ragazzi che si apprestano la prossima settimana a ricevere il sacramento della Cresima: sono spesso terreni impenetrabili, ma l’azione dello Spirito Santo, porterà a compimento il nostro umile lavoro di annuncio della Parola.                                 don Fulvio