scarica ===> Sotto il campanile 12 luglio 2026
12 Luglio 2026
VII Domenica Dopo Pentecoste
Gesù è in cammino verso Gerusalemme! Andare a Gerusalemme, significa per Gesù compiere la volontà del Padre, fare della sua vita un’offerta per l’umanità intera. E un tale, si preoccupa di fare una domanda, non per sé, ma sugli altri “Signore, sono pochi quelli che si salvano?”. Gesù non risponde alla domanda, perché è una domanda posta male, fatta sulla pelle degli altri, non si mette in questione il tale che fa la domanda. E dopo tutto, la domanda ha il sapore, delle indagini demoscopiche che anche oggi vanno di moda, le inchieste sulla fede. Ebbene il Vangelo non è libro di indagini demoscopiche. La risposta di Gesù è un’altra: “sforzatevi di entrare per la porta stretta”. Gesù, cambia il soggetto; passa dalla terza persona che riguarda gli altri, alla seconda persona che riguarda noi! “Sforzatevi voi, di entrare. In questione siamo noi, non gli altri! Prima della salvezza degli altri dovrebbe farci problema la nostra salvezza. E questa salvezza non viene assicurata soltanto dalla frequentazione dei sacramenti e sulla appartenenza ecclesiale. Secondo Gesù, per avere accesso alla salvezza bisogna conformarsi a lui nell’amore e non diventare uomini e donne che si preoccupano di assolvere solo a delle norme. Il rischio di diventare operatori di ingiustizia, che concretamente potrebbe significare essere semplicemente operatori del sacro o volontari con tanti incarichi in parrocchia con la tentazione di mettersi in mostra o per cercare chi sa quale forma di potere. Ma se tutto questo viene fatto per un proprio privilegio o addirittura tornaconto personale, la risposta dura di Gesù sarà per noi: “Non vi ho mai conosciuto, voi che operate l’ingiustizia”. Chiediamo la grazia di incamminarci anche noi verso Gerusalemme per passare dalla porta stretta, perché abbiamo colto che ciò che ci rende discepoli conosciuti da Gesù è la relazione con Lui, è vivere il servizio in comunità, nella gratuità e senza giudizi. Il nostro desiderio deve rimanere quello di essere conosciuti e amati da Gesù. Colgo l’occasione per cominciare a ringraziare tutti i volontari, i giovani e gli adolescenti che stanno concludendo l’oratorio estivo feriale. Il loro servizio sia vissuto nel desiderio di annunciare il vangelo e di mostrare un volto di comunità cristiana capace di vivere nella fraternità.
Don Fulvio