Sotto il Campanile 15 Marzo 2026

Pubblicato giorno 13 marzo 2026 - Avvisi, In home page, in primo piano, NOTIZIARIO

SCARICA === >>> Sotto il campanile 15 Marzo 2026

 

15 MARZO 2026

IV domenica di Quaresima

Domenica del Cieco

 

Il cammino della Quaresima continua con la vicenda del cieco nato che riacquista la vista grazie all’intervento di Gesù.

In questa pagina di vangelo si evidenzia il fatto che di fronte alla guarigione  del cieco, nessuno, gioisce, nessuno si complimenta e nessuno condivide la gioia con l’uomo guarito dalla cecità.

Diventa un problema per il cieco nato riacquistare la vista: viene accusato, rifiutato dai genitori e cacciato dal tempio perché per i farisei è meglio disconoscere il cieco guarito piuttosto che condividere la gioia per una guarigione operata da Gesù.

L’uomo rinato, vede un mondo fatto da ipocriti, ovvero un mondo cieco. Gesù, esce dalla scena, non ci sta. Gli altri discutono di peccato (Chi ha peccato, lui o i suoi genitori perché nascesse cieco?), discutono del sabato di Mosè….ma sono lontanissimi nel mettersi nei panni del cieco, nella sofferenza per i suoi occhi vuoti o nella sorpresa, nell’entusiasmo per gli occhi illuminati.

Alla fine del racconto, c’è come un cono d’ombra che ricopre tutti i personaggi, i farisei, la gente comune, i genitori del cieco, ma questo cono d’ombra non copre il cieco; copre gli altri, così presuntuosi, così sicuri, così ciechi, uomini senza meraviglia. Il cieco al contrario, una volta guarito è l’uomo della meraviglia.

Il cono d’ombra è sugli uomini senza meraviglia, gli uomini che dicono: “noi vediamo!”. Il cono di luce è invece su quel cieco miracolato poco aduso ai sofismi teologici dei farisei, ma comunque uno che attinge alla sapienza profonda della vita, lui guarda la vita “da che mondo è mondo…” dice.

Il volto del cieco guarito è illuminato da una rinascita di vita come il volto illuminato di Mosè al ritorno dal monte Sinai.

Forse siamo ciechi anche noi quando non sappiamo vedere Gesù che opera nel nostro quotidiano, quando abbiamo paura a cogliere la novità, incapaci di scorgere che il regno di Dio che è già in mezzo a noi.

Siamo ciechi quando non siamo disposti al cambiamento, quando, di fronte ai mali del mondo ci giriamo dall’altra parte con la pretesa di vivere come se niente possa riguardarci.

 

Don Fulvio