Sotto il Campanile 26 Luglio 2026

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26 Luglio 2026                                       

IX Domenica

Dopo Pentecoste

 

In questa domenica il tema della misericordia accompagna i testi biblici che ascoltiamo nella messa.

Nella prima lettura, il re Davide aiutato dal profeta Natan a riconoscere i propri peccati, riceve il perdono di Dio. Il Vangelo ci propone la guarigione paralitico nella città di Cafarnao.

Nel brano si nota quanto fosse grande il desiderio di portare il malato davanti a Gesù, tanto da scoperchiare il tetto di paglia e calarlo davanti al Maestro! Gesù provoca la folla e sa bene quello che vuole fare, guarire il paralitico. Ma Gesù non è solo un guaritore di mali, Lui è il Figlio di Dio che dona la salvezza. Ecco che decide di donare prima il perdono dei peccati al paralitico: “Figlio, ti sono perdonati i tuoi peccati” Ma questa dichiarazione di Gesù scandalizza. Solo Dio può rimettere i peccati e la folla non riconosce ancora Gesù come Dio. La folla cercava il segno della guarigione, ma proprio perché la folla si limita a ricercare una guarigione esteriore, Gesù rimanda la guarigione e ci invita a riflettere prima sulla grazia della misericordia che è in grado di donarci. Solo dopo dirà: “ora che sapete che il Figlio dell’Uomo può rimettere i peccati posso anche dire al malato: Alzati prendi la tua barella e torna a casa” Noi cosa chiediamo a Gesù?

Cerchiamo la salvezza spirituale, il perdono dei peccati o chiediamo altro? Non riduciamo Gesù a guaritore dei mali fisici, ma riconosciamo in lui la capacità di guarirci il cuore, di purificarci dalle cattiverie.

San Paolo nella lettera ai Corinzi ci ricorda che siamo chiamati a custodire il tesoro di Gesù come luce nella nostra vita in vasi di creta. La creta richiama la fragilità del recipiente e noi siamo come creta, ovvero uomini e donne fragili, continuamente bisognosi della sua misericordia, ma capaci, se lo vogliamo, di portare il tesoro di Gesù nel mondo.

I nostri adolescenti e giovani sono tornati in questi giorni da una vacanza formativa a Napoli e Pompei dove hanno incontrato luoghi di contraddizioni, di luci e ombre, in una terra dove il desiderio di riscatto è grande. Hanno incontrato tanti semi di speranza fatti di persone che nel rione Sanità, grazie alla cooperativa

La Paranza“, 70 giovani hanno trovato un lavoro e riqualificano il loro territori.

A Scampia hanno trovato una parrocchia e un oratorio che attraverso la bellezza esteriore e interiore è testimonianza vera che Dio fa fiorire germogli di speranza in mezzo al deserto.

                                                                                           Don Fulvio