scarica === > Sotto il campanile 5 luglio 2026
VI DOMENICA DOPO PENTECOSTE
La Parola di Dio che ci viene donata in questa sesta domenica dopo Pentecoste, ci mostra la preoccupazione di Mosè di risalire il monte Sinai per richiedere le tavole della legge, dopo che le prime sono state distrutte davanti al popolo infedele. Mosè, come troverà Dio? In realtà Dio, nonostante non si mostra con il suo volto, ma mostra solo le spalle agli occhi di Mosè, fa però passare davanti a Mosè la sua bontà, la sua grazia, la sua misericordia e proclama il suo nome. E’ un Dio misericordioso di fronte a un popolo dalla dura cervìce. Il Vangelo ci propone la pagina delle beatitudini nella versione dell’evangelista Luca che contrappone l’essere beati con i guai a voi…. Chi sono coloro che Gesù chiama beati? E chi sono coloro a cui dice: “Guai a voi?” Le Beatitudini stridono con la logica del mondo, ma rappresentano quella felicità (beati = felici) che è data da chi ha colto l’essenziale; e l’essenziale è l’incontro con Gesù, entrare in relazione con Lui come Mosè entrò in relazione con Dio sul monte Sinai. Gesù ci propone un Vangelo esigente che chiede una vera conversione del cuore al punto da portare il credente ad arrivare all’amore verso i nemici. Difficile ma non impossibile se vissuto imitando Cristo che dalla Croce si preoccupa di perdonare i suoi accusatori, Il cristiano si differenzia dai pagani, dai non credenti, proprio nell’imparare ad amare nonostante, e quindi amare anche coloro che ci hanno ferito. Questo non è da perdenti, ma è liberante, perché l’amore è l’unico comando che Gesù ci ha consegnato. Quelli invece, che ricevono da Gesù l’epiteto del “guai a voi”, rappresentano coloro che sono ripiegati su se stessi incapaci di andare con lo sguardo oltre al proprio ego.
Una parola sulla seconda lettura: Paolo ci ricorda che i sacerdoti e i laici sono tutti collaboratori di Dio, ciascuno con i propri carismi, ma il fondamento su cui dobbiamo poggiare è Cristo e non le nostre individualità.
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Don Fulvio.